Arrivano i 'pronto soccorso' per problemi sessuali di coppia

 

Nuovi dipartimenti nelle asl, disagi per 16 milioni di italiani

 

Arriveranno il prossimo autunno i 'Dipartimenti della salute sessuale per la coppia', ambulatori in cui ginecologi e urologi insieme aiuteranno uomini e donne alle prese con problemi che possono arrivare anche a 'rompere' l'unione. L'iniziativa, la prima in Italia e tra le prime al mondo, sarà presentata oggi in Senato da Società Italiana di Urologia (Siu) e Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (Aogoi). I problemi a letto, spiegano gli esperti, arrivano a interessare 16 milioni di italiani. "Quasi sempre ci troviamo di fronte a coppie di disturbi, che inevitabilmente danneggiano la coppia – spiega Vincenzo Mirone, segretario generale Siu – Proprio perché i problemi sono bilaterali per essere adeguatamente risolti devono essere affrontati considerando entrambi i componenti della relazione". Il primo dei dipartimenti, che non graveranno sul bilancio del Ssn, aprirà a Napoli in autunno ed entro la fine dell'anno ne saranno pronti altri 3 a Milano, Roma e Palermo. "Non avere una buona salute sessuale comporta difficoltà nella relazione che possono anche esasperarsi fino alla violenza - spiega Antonio Chiantera, segretario nazionale di Aogoi - E anche senza arrivare a tanto, una vita sessuale poco appagante provoca spesso la fine della relazione perché lui o lei cercano soddisfazione altrove".

 

Diabete: Fly Team, atleti in bici per combattere pregiudizi

 

Squadra supportata da Sanofi debutta in 'elite under 23'

 

"Il medico mi disse che dovevo scordarmi lo sport, perché avevo il diabete, e non ce l'avrei mai fatta a diventare ciclista. Vorrei che mi vedesse adesso". Andrea Pirovano sorride mentre racconta la sua storia, e non potrebbe fare altrimenti: la sua è una sfida vinta non solo contro la malattia ma anche contro il pregiudizio. Tanto che ha fondato il Fly Cycling Team, squadra di ciclisti con diabete e non, supportata da Sanofi proprio con l'idea di 'abbattere' gli ostacoli che impediscono alle persone con diabete di vivere lo sport. La squadra, presentata oggi a Milano con una pedalata simbolica tra piazzale Cadorna e il Palazzo Lombardia, ha appena debuttato nella categoria Elite Under 23: sono quindi giovanissimi i nove corridori, di cui tre diabetici, che testimoniano come "il diabete, se ben gestito e controllato - sottolinea Andrea - non è una patologia limitante, ma una condizione che non preclude la possibilità di raggiungere importanti successi, nello sport ma anche nella vita". Gli atleti del Fly Cycling Team sono impegnati, durante la stagione ciclistica 2013, in oltre 50 competizioni nazionali e internazionali, e hanno alle spalle una lunga serie di competizioni. Sono supportati da un'equipe medica specializzata: medico, diabetologo e nutrizionista lavorano insieme sia per favorire la performance fisica durante le gare, sia per monitorare l’andamento dei valori durante l’attività sportiva e a riposo. "Il sostegno al Fly Cycling Team - spiega Mario Merlo, Direttore Business Unit Diabete di Sanofi Italia - rientra tra le numerose attività di responsabilità sociale che portiamo avanti da diversi anni per le persone con diabete, e testimonia l’impegno dell’azienda per contribuire ad abbattere il pregiudizio nei confronti di questa malattia e a diffondere l’educazione ai corretti stili di vita attraverso lo sport, la prevenzione e un adeguato monitoraggio. Il Fly Cycling Team è un messaggio positivo per le numerose persone, soprattutto giovani, che convivono quotidianamente con il diabete". L'iniziativa di oggi è stata organizzata in collaborazione con FIAB Ciclobby, associazione che promuove l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano, e BikeMi, il servizio di Bike Sharing di Milano, per sensibilizzare all'uso della bici per rispettare l’ambiente ma anche per mantenere un buono stato di salute. "A tutti coloro che, durante le gare, mi chiedono come riesco a conciliare diabete e sport - conclude Andrea, mentre firma una maglietta per un suo piccolo fan - rispondo che il ciclismo è la mia patologia cronica più evidente. E' lo sport la mia vera malattia".

 

Diabete: esperti, sì allo sport, ma medico sia guida

 

''L'attività fisica non è preclusa alle persone con diabete, ma è solo il medico che può indicarne i tempi e i modi, diversi per ogni singolo paziente''.

 

 A dirlo sono gli esperti, per supportare la presentazione oggi a Milano della squadra Fly Cycling Team, composta da nove giovani ciclisti (di cui tre con diabete) che e' appena entrato a far parte della categoria Elite Under 23.

    ''E' risaputo - spiegano gli specialisti - che se ci si muove regolarmente si migliora la sensibilità all'insulina, l'ormone che ha il compito di tamponare l'eccesso di glicemia e aumentano le opportunità di difendersi dalle condizioni e complicazioni che spesso si associano al diabete stesso. In chi fa regolarmente sport, ad esempio, la pressione arteriosa tende a calare, migliora il quadro dei lipidi nel sangue con incremento del colesterolo HDL, quello ad azione protettiva dei vasi e diminuzione delle LDL che favoriscono l'aterosclerosi, e più in generale cala la mortalità cardiovascolare''.

 Diverse ricerche scientifiche supportano queste osservazioni, ed estendono questi benefici a tutti, non solo alle persone con diabete: ad esempio, ''secondo uno studio condotto qualche anno fa dall’Università di Perugia, camminare per 4-5 chilometri al giorno tutti i giorni o andare regolarmente in bicicletta aiutano a diminuire la pressione arteriosa di 10 millimetri di mercurio, la circonferenza vita di 4,5 centimetri, il peso di tre chili, la glicemia del 20 per cento, i grassi nel sangue del 30 per cento. Di conseguenza, il rischio di infarto viene ridotto del 15 per cento e il rischio coronarico a dieci anni del 2,2 per cento''.